Un nome per una vita
È nella sua città preferita, Torino, che la sua voce si è spenta per sempre il 26 febbraio 1992.
«Appena si nasce, si sa già che bisogna partire; è l’ultimo viaggio, è un viaggio.»
Misa
Zia Misa era ammirata e rispettata da tutti coloro che hanno avuto il piacere di lavorare con lei, profondamente amata da chi ha avuto la fortuna di conoscerla veramente, così come dalla sua famiglia.
A diversi anni dalla sua scomparsa, il tempo, lungi dall’attenuare progressivamente la sua immagine, non fa che mettere sempre più in risalto la sua personalità: una donna eccezionale che rimane un punto di riferimento, un esempio di forza, di volontà, di determinazione, di equilibrio morale, di benevolenza umana; in altre parole, un’arte di vivere.
(Alberto Marché)
Con grande dignità e intelligenza, in silenzio, si è ritirata nella tranquillità della sua casa, tra documenti, fotografie, scritti e ricordi gelosamente custoditi e preservati dagli sconvolgimenti vissuti nel corso di un’esistenza non sempre facile e dalle devastazioni della guerra.
Fortunatamente, aveva seminato così tanto nel corso degli anni che ha ricevuto in cambio tanto affetto quanto concreta solidarietà da parte dei suoi amici e della sua famiglia.
(Massimo Scaglione)
Legata alla sua famiglia, era molto amata da tutti. Ha saputo vivere con tanta saggezza che, negli ultimi anni, ha avuto la fortuna di non essere mai sola, una fortuna che ha pienamente compreso e apprezzato.
(A. Marché)
Mi permetto di scrivere questi ricordi, osando esprimere il sentimento d’amore che essi hanno sempre suscitato in me, guidato dalle mie parole e dalla mia memoria.
Mario Moranzoni
